La Val Colvera

È un mondo antico la Val Colvera, terra di gente coraggiosa forgiata dalle avversità naturali e dalle emigrazioni che l'hanno, nel corso degli anni, sempre più spopolata.
I tremendi terremoti del 1976 stavano per dare il colpo di grazia a questa comunità che pian piano si richiudeva su se stessa, consapevole del lento ma inesorabile destino comune a tante zone di montagna: l'abbandono.

Ma non è stato così, qualcuno è rimasto a restaurare le vecchie case che tramandano la cultura della vallata, qualcuno ha trovato il coraggio di trasformare in ricchezza quello che un tempo veniva considerato quasi una vergogna: le povere vecchie case che, una volta sistemate, sono diventate il maggior patrimonio storico e culturale di un vivere schietto e frugale, ma ricco di sapori e tradizioni.
I boschi e i prati non più coltivati sono diventati luoghi dove poter fare camminate, immersi in un paesaggio magico. Gli attrezzi di un recente passato di contadini, boscaioli, scalpellini sono diventati parte integrante di una rinnovata voglia di vivere in una valle che ha trovato la forza di affrontare il futuro dai valori di umanità e di calore che trasudano da ogni muro, da ogni androne, da ogni stradina lastricata e che colpiscono il viandante in visita al capoluogo, alle 2 frazioni principali ed ai 15 borghi sparsi su un territorio di 30 kmq.
I balconi si sono animati di fiori, le case hanno cominciato a riempirsi di giovani coppie e di grida gioiose dei bambini che qui riescono ancora a giocare sotto gli sguardi attenti dei nonni e dei genitori che hanno capito che l'associazionismo è una forza immensa, che trova alimento nelle peculiarità e diversità della Val Colvera, nella ricchezza di tradizioni mai dimenticate, nelle manifestazioni culturali e gastronomiche che hanno fatto conoscere la vallata oltre i confini Provinciali e Regionali.
I prestigiosi attestati di Poffabro inserito dall'ANCI nel novero dei "Borghi più belli d'Italia" nel 2002 e quello di Frisanco primo classificato nel concorso AIRONE quale "Villaggio ideale d'Italia 2003" danno il giusto risalto ad una valle, ai suoi incantevoli angoli ed itinerari tutti da scoprire.

Per raggiungere Frisanco, circondato dalle Prealpi Carniche, lambito dal torrente Meduna ad est e dal Silisia a nord - avamposto di una delle zone più integre di tutto l'Arco Alpino italiano compresa nel Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane - si possono percorrere diverse strade: da Meduno, oppure da Andreis, ma la più frequentata è certamente quella che, attraverso due gallerie, sale da Maniago.
All'uscita della seconda galleria lo scenario che si presenta al visitatore è davvero stupefacente: il torrente Colvera che scende le colline ricoperte di boschi, piccole borgate appollaiate in verdi radure, tra piante da frutto e piccoli orti.
In lontananza ancora colline, case, poi alzando pian piano lo sguardo il paesaggio cambia: si passa dal bosco ceduo al bosco di conifere, ai pini mughi, poi spazi erbosi tra rocce e ghiaioni ed infine la vetta del Raut (2025 m s.l.m.).

Innumerevoli corsi d'acqua scendono a valle; è meraviglioso risalirli, sin dove è possibile. È l'habitat ideale per la trota, ma non solo.
Percorrendo strade e mulattiere si possono incontrare infatti anche salamandre, tritoni, rane, diverse specie di uccelli e numerosi mammiferi: suggestivi sentieri di diverse tipologie e difficoltà, percorribili sia a piedi che in mountainbike, che si inerpicano sulle pendici del Monte Raut, tra malghe recentemente recuperate e fiancheggiati da boschi e da prati curati ed incolti dove la natura esplode in un miscuglio di fiori ed erbe, dalle inverosimili forme e colori.